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Sempre in movimento tra passato presente e futuro

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Sempre in movimento tra passato presente e futuro

Proprio così si può definire l’Istituto comprensivo "Tattoli – De Gasperi" una scuola in continuo movimento, che si sforza ogni giorno, con il lavoro sapiente della dirigente e di tutto il suo staff, di offrire un’offerta formativa più ampia possibile, finalizzata alla formazione dei bambini e adolescenti che formeranno la società del futuro.

Ma per proiettarci nel futuro è necessario sempre voltare lo sguardo al passato… Per non dimenticare e per fare del passato una risorsa imprescindibile. “I tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non li vedo altrove. Il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione, il presente del futuro, che è l’attesa”.

Con queste parole di Sant’Agostino mi piace introdurre le iniziative che la nostra scuola ha messo in atto in occasione della Giornata della Memoria. Si tratta di spettacoli teatrali destinati in particolare ai ragazzi della scuola secondari di I grado che hanno lo scopo di sensibilizzare i ragazzi, invitandoli ad una seria riflessione sul concetto di “Diversità” come forma di crescita culturale e non come causa di insorgenza di fenomeni di omofobia e razzismo.

Nella mattinata del 24 gennaio si è tenuto il primo dei due spettacoli teatrali dedicati alla Shoah e rivolto agli alunni delle classi terze della scuola media. Il filo conduttore della rappresentazione è stato il racconto dell’esperienza drammatica di uno dei sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz: Nedo Fiano.

Le sue parole riportate con enfasi e partecipazione dal prof. Teodoro Franco, accompagnate da immagini di forte impatto emotivo per la loro drammaticità, hanno letteralmente catturato l’attenzione degli studenti che in un silenzio quasi religioso e attonito si sono immedesimati nella triste storia della deportazione del giovane Nedo, trasferito in un vagone per il trasporto del bestiame di un desolante treno con tutta la sua famiglia in quel luogo di morte. Lungo il viaggio tre fasi: quella del pianto, quella della preghiera e quella del silenzio, in sottofondo solo il rumore del treno sulle rotaie.

Alla fine dello spettacolo il prof. Franco ha sollecitato l’intervento degli alunni i quali hanno porto delle domande interessanti sulla tragica vicenda raccontata.

Tutti, docenti ed alunni, erano d’accordo nel ribadire che la testimonianza è fondamentale perché tragedie di questo genere non accadano mai più, sebbene sia importante riflettere su situazioni di discriminazione ancor oggi perpetrate a danno di coloro che alcuni definiscono diversi, ignorando che la diversità è un potenziale di crescita formidabile sin da tenera età. Determinante è l’educazione alla diversità, di cui la scuola deve essere primo vettore insieme con la

famiglia.

 

 

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